Le poesie

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Canna al Vento

Sono stata canna vuota
attraversata dall’acqua e dalla vita
fino a che il vento malandrino
ha preso in me a danzare come gioco.
Un suono m’ha rubato e poi donato.
Son dunque ora canto come il vento
o dolce nota nello zampillar del fiume.
Sono strumento in questo incantamento
che addorme il corpo e accarezza il cuore.
Lo porta assai lontano in un momento
donde si torna e non si è più canna al vento,
ma vuoto, vuoto da riempire.
Si chiede allora al vento di sonare
e pure al cielo, al fiume, al firmamento,
di sonare, sonare all’infinito
fino a sentir morire.
Solo così, nell’estrema nota
si può varcare l’universo intero
cessare d’essere una canna vuota
e divenir strumento per davvero.

BiancoOro - Grazia Lazzarin - Credits: Gamaweb
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